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Castel Cerreto, un polo per i beni comuni e la green economy

Presentati oggi a Pescara i 15 progetti beneficiari dei fondi europei (POR FESR) a sostegno degli interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica (aree protette in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) .

Trai progetti finanziati (al 5° posto con 74 punti), “Castel Cerreto, un polo per i beni comuni e la green economy“, progetto del comune di Penna Sant’Andrea redatto con l’assistenza tecnica di ITACA.

L’iniziativa, che si aggiudica un contributo di 299.600 euro, intende promuovere un percorso di valorizzazione della Riserva Naturale Regionale di Castel Cerreto secondo due prospettive:

  • la green economy territoriale, intesa come modello di sviluppo incentrato sulle risorse ambientali e come infrastruttura societaria del vivere, della mobilità, della cura e della gestione del territorio;
  • i beni comuni, che mettono al centro dell’attenzione la capacità dell’area protetta di produrre beni e servizi fruibili dall’intera collettività, come ossigeno, acqua, stabilità idrogeologica, abbattimento di Co2.

Si  punta ad incrementare il tasso di turisticità nell’area protetta attraverso:

  1. il miglioramento delle infrastrutture e dei servizi per la fruizione turistica;
  2. la creazione di un polo per l’ingegneria naturalistica e l’educazione ambientale che sia di riferimento nel territorio della regione Abruzzo.

Le attività, finalizzate a creare prodotti turistici basati sull’escursionismo, il cicloturismo e l’educazione ambientale,  prevedono

  • per il punto 1: percorso per mountain bike; installazione di cartelli, segnaletica e pannelli informativi; miglioramento dei servizi al turista attraverso il ricorso al marketing di prossimità e al web;
  • per il punto 2: realizzazione di un vivaio per la produzione di specie autoctone, presso il quale le imprese e gli enti locali potranno approvvigionarsi della componente vegetale per la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica nei lavori di difesa del suolo; l’avvio di attività formative; la realizzazione di interventi di ingegneria naturalistica all’interno della Riserva.

Trasversalmente, grazie ad una partnership che coinvolge attori pubblici e privati, saranno realizzate azioni di sensibilizzazione, educazione ambientale, formazione e comunicazione sulle tematiche che riguardano le specificità della Riserva e l’ingegneria naturalistica.

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