Ricerca, patrimonio e sviluppo locale insieme per un sito unico dell’Abruzzo interno
È stata formalizzata l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) per la valorizzazione del sito archeologico di Monte Giove, ubicato nel territorio dei comuni di Penna Sant’Andrea e Cermignano in provincia di Teramo.
Fanno parte dell’ATS ITACA Associazione per lo sviluppo locale ETS (Mandataria), il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II e l’Archeoclub d’Italia sezione di Atri “Pino Zanni Ulisse”.
Dopo anni di oblio, l’attenzione sul sito di Monte Giove si è ridestata grazie all’azione del Prof. Alessandro Naso, ordinario di Etruscologia e Antichità Italiche. Monte Giove è un sito raro. Sulla stessa altura convivono santuario, abitato e necropoli, le tre componenti di una stessa comunità antica. Dalla necropoli provengono tre stele con iscrizioni paleosabelliche del V secolo a.C., che menzionano una comunità che si autodefinisce sabina (i reperti sono conservati al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, a Chieti). Dal 2020 il sito è oggetto di scavi dell’Università di Napoli Federico II, diretti dal prof. Naso, in concessione del Ministero della Cultura per il triennio 2024-2026.
L’ATS Monte Giove unisce tre competenze che finora hanno operato separatamente: la ricerca scientifica dell’ateneo, la cura del patrimonio locale dell’Archeoclub e il lavoro progettuale di comunità di ITACA. L’obiettivo è arrivare alla costituzione di un Parco Archeologico, in raccordo con i comuni interessati.
Il punto di partenza del lavoro dell’ATS è un problema concreto. La necropoli è esposta ai danni delle arature e parte dei terreni deve essere acquisita per metterla in sicurezza. Da qui si costruirà il resto: un centro studi, percorsi di visita segnalati, summer school con gli atenei, il coinvolgimento diretto dei residenti, in particolare giovani.
C’è anche una prospettiva di sviluppo locale. Monte Giove può diventare un nodo di turismo lento, a piedi e in bicicletta, anche legato ai prodotti tipici del territorio. L’itinerario Valle delle Abbazie passa anche per Monte Giove ed è già stata prevista la sistemazione di una parte dei sentieri di accesso. Una filiera che tiene insieme cultura, ambiente ed economia di prossimità, in un’area interna oggi poco frequentata.
ITACA porta nell’ATS il metodo con cui lavora sui territori marginali: costruire la collaborazione intorno a una strategia condivisa, senza darla per scontata. La formalizzazione dell’ATS è il primo passo. I risultati si misureranno nel tempo, sulla capacità di trasformare un sito a rischio in un bene vivo per le comunità.
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